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ESD BASIC: IMPATTI ESD NEI PROCESSI PRODUTTIVI


Abstract

Le aree EPA ed i sistemi di protezione ESD necessano di attivita’ costanti di manutenzione e verifica.
Oltre a controlli periodici su dotazione e’ fondamentale l’ esecuzione di analisi della affidabilita’ dei sistemi in uso ed il controllo dei materiali utilizzati per la pulizia ordinaria. E’ altresi’ importante la scelta di sistemi di protezione “robusti ed affidabili” unitamente alla formazione ed alla certificazione di tutto il personale avente accesso all’ EPA..


La progettazione di aree EPA e’ una delle fasi piu’ importanti per poter assicurare la protezione da eventi ESD ; l’ utilizzo di materiali idonei infatti garantisce l’ efficienza dei sistemi di protezione utilizzati sia nelle condizioni maggiormente critiche (RH 12%) che attraverso il tempo (in questo caso il “design robusto” prevede l’ impiego di prodotti che mantengano le loro caratteristiche per tutta la loro vita – tempo di utilizzo).

Focalizzando l’ attenzione verso le EPA progettate per applicazioni elettroniche il fenomeno ESD diviene particolarmente critico nelle fasi di maneggiamento “handling” e movimentazione ed in questo caso il criterio di base da adottare e’ quello di dimensionare i sistemi di protezione per poter proteggere i componenti maggiormente sensibili (classe ZERO – vedi tabella a).

Class Voltage Range
0 < 250
1A 250 to < 500
1B 500 to < 1000
1C 1000 to < 2000
2 2000 to < 4000
3A 4000 to < 8000
3B > or = 8000

Tab a) - HBM ESDS Component Classification REF EOS/ESD STM 5.1 – 1998

Le soglie di sensibilita’ dei componenti ESD sensitive vengono stabilite in base al modello HBM (Human body model - 100 pF – 1500 ohm) e per poter garantire l’ affidabilita’ di un EPA (ESD Protected area) per applicazioni elettroniche sono decisamente utili alcune normative di sistema quali :

• IEC 61340-5-1
• ANSI S.20.20
• CEI 101-1 (Guida)

Tali documentazioni infatti definiscono le caratteristiche dei sistemi di protezione da impiegare (limiti – proprieta’ ) i quali sono dimensionati per poter garantire 100 volt quale massimo potenziale ammesso in zone ove si maneggiano ESDs non protetti (ref. HBM “Human Body Model”) .
Ne consegue quindi che il personale sia l’ elemento piu’ importante in quanto puo’ influenzare l’ affidabilita’ di un processo ESD sia in sede di progettazione , di esecuzione e di mantenimento.

Una analisi superficiale di questo criterio ha indotto molte aziende e/o realta’ produttive ad indirizzare i maggiori sforzi verso il l personale operativo “diretti” ; quanto sopra invece puo’ essere considerato un grosso errore poiche’ il raggiungimento dell’ obiettivo : max 100 HBV in tutti i punti ove gli ESDS sono maneggiati direttamente , e’ determinato dal fatto che tutto il personale ne sia a conoscenza ed in grado di favorire il raggiungimento dello stesso e che le aree EPA possano agevolare tale obiettivo (progettazione – apparecchiature - design) . A tal proposito sono elencate le aree/mansioni direttamente coinvolte nella gestione e nella applicazione di un programma ESD :

1. Progettisti
2. Laboratori
3. Managers
4. Responsabili qualita’ – ESD Coordinator
5. Responsabili formazione
6. Manutentori - addetti alle pulizie
7. Personale a diretto contatto con ESD sensitive (linea produzione – magazzino)

La progettazione e la verifica in laboratorio sono fasi decisamente importanti e quindi la definizione dei parametri e la simulazione e la verifica in laboratorio sono elementi fondamentali per garantire l’ affidabilita’ di una EPA .
Questi elementi possono incidere in maniera determinate sul mantenimento di una area EPA quasi eclusivamente nel’ ambito della scelta delle soluzioni ; di fatto sono attivita’ antecedenti alla attivazione della stessa e quindi pur influenzandole possono essere considerate periferiche a quelle di manutenzione/monitoraggio/routine .
Per non compromettere l’affidabilita’ nel tempo in un processo produttivo hanno un ruolo maggiore:

1. I managers: Essi possono influenzare in maniera determinante il comportamento all’ interno di un area EPA attraverso esempio e disciplina.

2. I responsabili qualita’ ed il coordinatore ESD: Gli obiettivi principali dei responsabili qualita’ e ESD sono quelli di produrre e diffondere il programma ESD locale e di garantire l’ affidabilita’ delle EPA attraverso verifiche periodiche.

3. I responsabili formazione: La formazione e la certificazione degli operatori sono un elemento fondamentale poiche’ tutto ilpersonale avente accesso all’ EPA “inclusi visitatori, addetti alle pulizie” deve necessariamente conoscere le regole di base su cosa puo’ fare e su cosa non deve fare in presenza di ESD sensitive components.

4. I manutentori ed addetti alle pulizie: l’ impiego di prodotti non idonei o le mancate verifiche funzionali possono alterare anche in maniera definitiva le proprieta’ antistatiche di alcuni sistemi di protezione e a tal proposito si mostrano in grafico 1 le curve di HBV relative ad un pavimento statico dissipativo trattato con cera ESD ed in grafico 2 le curve di HBV dello stesso pavimento trattato superficialmente con un prodotto non idoneo per applicazioni EPA.

5. I personale operativo: attraverso operazioni improprie e mancato rispetto delle procedure gli utilizzatori di EPA e sistemi di protezione possono alterare l’ equipotenziale all’ interno delle aree protette da ESD introducendo potenziali e campi elettrostatici non desiderati.


Grafico 1 - Pavimento statico dissipativo trattato con cera ESD al 40%RH


Tutti gli elementi negativi sopraelencati ed eventuali altri contributori che indipendentemente dalla loro natura possono influenzare pesantemente l’ affidabilita’ di un processo produttivo possono essere condensati in un concetto molto noto e diffuso tra gli addetti ai lavori : errore umano.


Grafico 2 - Pavimento statico dissipativo trattato erroneamente con cera comune al 40% RH

In ambito ESD l’ errore umano puo’ essere eliminato/minimizzato attraverso la scelta di soluzioni robuste e puo’ essere gestito/minimizzato attraverso attivita’ di mantenimento/formazione (programma ESD - Maintenance).
In entrambi i casi si possono ottenere buoni risultati ed in entrambi i casi si avranno costi iniziali ed opportuni ritorni sull’investimento.

Focalizzado l’ attenzione sull’ HBV (Human Body Voltage) in quanto il suo controllo e’ l’ obbiettivo principale delle normative vigenti si citano alcuni esempi di messa a terra del personale e relativi benefici:

Personale sitting: il personale che opera in postazione sitting per poter garantire la soglia massima di HBV deve necessariamente indossare il bracciale anche se gia’ indossa calzature ESD. I limiti di questo sistema e principali problemi riscontrati durante le verifiche ispettive sono:

• Controlli giornalieri mancanti – intermittenti
• Bracciale non collegato
• Cinturino lasco
• Cavo danneggiato
• RG > 35 mohm
• Possibilita’ di “fail “ tra un controllo e l’ altro (daily basis)

Questi inconvenienti possono essere completamente eliminati attraverso l’ uso di centraline con monitoraggio continuo che consentono di verificare costantemente l’ affidabilita’ della messa a terra del sistema operatore/bracciale “user level” e superficie di
Lavoro (vedi foto 1)


Foto 1 – Esempio di Unita’ di controllo bracciali – superfici di lavoro

 

In questo caso i costi iniziali sono maggiori ma scompaiono definitivamente i costi di gestione (controlli – archiviazioni - verifiche) con vantaggi consistenti in termini economici nel giro di pochi mesi.

Un altro elemento che puo’ innescare problemi di HBV e’ quello legato alla compatibilita’ pavimento/calzatura su personale standing e conseguentemente una calzatura impropria puo’ alterare l’ efficacia della pavimentazione in uso.
Molte societa’ optano per l’ impiego di puntali e talloniere per la messa a terra del personale che opera in piedi , tali sistemi potrebbero garantire buoni risultati su pavimentazioni omogenee mentre sono inefficaci a basse umidita’ su pavimenti non omogenei . Di seguito sono allegati i grafici relativi a “walking test – HBV” sulla stessa pavimentazione mediante l’ impiego di scarpe ESD safe e calzari.


Grafico 3 – HBV su personale con scarpa ESD al 50% RH


Dalle analisi si evince che il personale che utilizza calzari, anche al 50% di RH (vedi grafico 4) eccede i limiti di HBV consentiti ma soprattutto si evince che spesso le misure di resistenza non consentono di valutare completamente le performance in applicazione.
In relazione ai calzari sono elencati principali problemi riscontrati durante le verifiche ispettive:

• Controlli giornalieri mancanti – intermittenti
• Calzare non collegato durante l’ uso
• Fettuccia staccata
• Controllo effettivo di un solo piede (piattaforma unica)
• RG > 35 mohm
• Possibilita’ di fail tra un controllo e l’ altro (daily basis)

Questi inconvenienti possono essere completamente eliminati attraverso l’ uso di scarpe ESD che di fatto possono avere un costo maggiore ma non necessitano di monitoraggio continuo, non si alterano durante l’ uso , non introducono problemi ergonomici e garantiscono costantemente l’ affidabilita’ della messa a terra del sistema pavimento/calzatura mantenendo i valori di HBV < 100 volt anche alle basse umidita’


Grafico 4 – HBV su personale con calzari ESD al 50% RH

Anche in questo caso i costi iniziali sono maggiori ma scompaiono definitivamente i costi di gestione (controlli – archiviazioni-verifiche-handling) con vantaggi consistenti in termini economici nel giro di pochi mesi. Da considerare che come nel caso di “unita’ di controllo continuo dei bracciali” diminuisce anche la possibilita’ di introdurre difetti ESD sulle parti movimentate in EPA. Si allegano le foto 2 e 3 con esempi di calzari e calzature ESD ove si evince anche l’ affidabilita’ del contatto piede sistema di messa a terra.


Foto2 – Tipica calzatura ESD Safe


Foto 3 - Tipico calzare ESD safe

Nell’ ambito di questa memoria, l’ attenzione e’ stata rivolta a due dei sistemi in uso piu’ comuni ma di fatto il “design robusto” dovra’ essere considerato per tutti i sistemi passivi e per i sistemi attivi (apparati ionizzanti).

L’ efficacia dei sistemi di protezione invece dovra’ essere attivata attraverso piani di mantenimento i cui gli elementi principali possono essere considerati :

1. Monitoraggio
2. Verifiche ispettive / gestione azioni correttive
3. Manutenzione

Questi elementi sono anche richiamati nelle principali normative di sistema tra le quali quelle a cui viene fatto maggior riferimento sono:

CEI EN 61340-5-1
CEO 101-1 Guida
ANSI EOS/ESD S20.20

In particolare la normativa IEC 61340-5-1 viene principalmente utilizzata in paesi della Comunita’ Europea mentre la ANSI S.20.20 trova maggiore applicazione nel Nord America e Giappone ; nella realizzzione di entrambe si e’ considerato che il loro utilizzo potesse essere recepito da parte di aziende di qualunque dimensione.

I criteri tipici delle attivita’ di mantenimento debbono essere stabiliti da procedure interne le quali debbono necessariamente fare riferimento a normative esterne attive.
Le procedure ESD infatti oltre a contenere indicazioni verso le caratteristiche elettriche – fisiche – meccaniche dei prodotti impiegati per la protezione debbono contenere anche i criteri di base per il mantenimento dell’ area / processo quali le cadenze del monitoraggio sulle dotazioni ed i criteri con cui sono condotte le verifiche ispettive inclusa l’ eventuale gestione delle azioni correttive a fronte di problemi emersi .


Piani Di Mantenimento


1) Monitoraggio
L’ attivita’ di monitoraggio viene tipicamente eseguita dagli utilizzatori o da personale diretto (che riferisce alla linea manageriale dei reparti di produzione) . Di seguito (tab b) sono i sistemi di protezione normalmente verificati – tracciati , la periodicita’ ed il responsabile della attivita’.

 

Elemento

Periodicita’ controllo

Responsabile

Bracciale

Giornaliera

utilizzatore

Calzature

Giornaliera

utilizzatore

Parametri ambientali

Giornaliera

Focal Point di reparto

Superfici di lavoro

Mensile

Focal Point di reparto

Ionizzatori

Mensile

Focal Point di reparto

Tab. b : attivita’ di monitoraggio su dotazione EPA


2) Veriche ispettive - Gestione azioni correttive

Tali attivita’ (vedi tab. c) debbono essere condotte-coordinate da un ente al di sopra delle parti (quality assurance) - e nel caso delle “self review” da un focal point ESD che non dovrebbe riferire direttamente alle linee di produzione.
Le attivita’ di verifica ispettiva si basano pricipalmente su tre aree ben definite (ref. Guida CEI 101-1) che sono :

  1. Idoneita’ dei sistemi in uso (incluse analisi elettriche vs parametri principali ) per accertare problemi di degradazione – design
  2. Comportamento (rispetto delle procedure di base da parte del personale)
  3. Aspetti organizzativi (esecuzione – registrazione controlli – pianificazione etc.)

La parte inerente l’ idoneita’ dei sistemi in uso (misure elettriche – performance) richiede strumentazioni molto affidabili e personale specializzato e per questa ragione molte aziende si affidano a laboratori esterni in grado di accertare l’ affidabilita’ dei processi e le operazioni critiche (applicazioni speciali – compatiblita’ tra i sistemi).

 

Elemento

Periodicita’ controllo

Responsabile

Self review

Trimestrale

Focal Point di reparto

Independent Audit

Annuale - semestrale

Coordinatore ESD

Tab. c : attivita’ di verifica ispettiva di EPA

 

Di seguito sono elencate le principali deviazioni che vengono riscontrate in sede di verifica ispettiva:

ELEMENTO

TIPO PROBLEMA

Superfici di lavoro

Open – rs >1*109  ohm

Carrelli

Open – rs >1*109  ohm

Pavimentazioni

Rg > 3.5*10 107  ohm – HBV >100 volt

Bracciali /calzari

Cavi interrotti – rg Rg > 3.5* 107 

Imballi

Degradati – Out spec – no shield

Ionizzatori

Decay time > 20 sec – elettrodi fuori servizion

Vestaglie

Degradate – PtP >1*1011  ohm -  ESD field > 2000 volt

Safe work station /equipments

ESD field > 2000 volt

Isolanti

Out safe distance – no ioniser – bad handling

Formazione

Non adeguata – no 100% people – non erogata

SAFE WOK STATION

Sistemi di protezione non idonei / poor/bad design

EXECUTION          

Utilizzo non idoneo dei sistemi di protezione

 

Conclusioni


Le attivita’ di maintenance sono un elemento decisamente critico e fondamentale affinche’ la gestione della statica sia opportuna nell’ ambito nei processi produttivi: la cattiva gestione delle attivita’ di maintenance introduce problemi molto seri sia nei processi elettronici che in tutti quelli esposti al fenomeno ESD.
Anche la scelta piu’ sofisticata e costosa puo’ essere inibita’ attraverso operazioni di mantenimento improprie o la mancanza di attivita’ di monitoraggio nei termini necessari che sono indicati da norme vigenti e/o tipologia soluzioni adottate.

Per soddisfare i requisiti richiesti e’ fondamentale predisporre un programma di controllo in grado di limitare al minimo le possibilita’ di errore e che coinvolga tutte le funzioni ed i reparti impattati direttamente ed indirettamente nella gestione della statica.

Riferimenti Bibliografici:

[1] EN 100015/1 - Protezione dei componenti sensibili a a cariche elettrostatiche ESDs Parte 1 requisiti generali - 1991

[2] IEC 61340-5-1 Protection of electronic devices from electrostatic phenomena - General requirements -1998

[3] ESD: ANSI/ESD S20.20. – for the development of an Electrostatic Disharge Control Program for - Protection of electrical and electronic …………. - 1999

[4] Evaluation of Surface Resistivity meas. on ESD protective Mats - IOP Electrostatic 95 International Conference - York University . G. Reina - P. Malinverni 1995.

[5] ESD : Triboelettricita’ vs Resistenza la correlazione non e’ sistematica - IV Giornata Nazionale di studio sulle problematiche ESD – G. Coletti – G. Reina - Settembre 2001

[6] Mantenere nel tempo l’ efficienza delle aree EPA - V Giornata Nazionale di studio sulle problematiche ESD – E. Renier - Maggio 2003